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	<title>Vida a Pititinga</title>
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	<description>Finché c'è vita c'è speranza!</description>
	<pubDate>Wed, 25 Jun 2008 16:45:57 +0000</pubDate>
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		<title>Quando ridere &#8220;fa bene&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jun 2008 16:43:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>edna</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Menfi, 6 luglio 2008 - Teatro del Mare ore 21:00

Con la partecipazionie di: Flavio Oreglio &#38; I Luf - Gioele Dix - Geppi Cucciari - Checco Zalone - Paniate &#38; Santonastaso - Il Gruppetto - Circontact
presentano DEBORA VILLA &#38; ENRICO BERTOLINO
Coordinamento alla produzione Saturno Brioschi
Il ricavato sarà totalmente devoluto all’associazione Vida a Pititinga Onlus
Ingresso a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>Menfi, 6 luglio 2008 - Teatro del Mare ore 21:00</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.pititinga.org/blog/wp-content/uploads/2008/06/ridere-fa-bene.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-152" title="ridere-fa-bene" src="http://www.pititinga.org/blog/wp-content/uploads/2008/06/ridere-fa-bene.jpg" alt="Quando ridere fa bene" width="450" height="304" /></a></p>
<p style="text-align: center;">Con la partecipazionie di: Flavio Oreglio &amp; I Luf - Gioele Dix - Geppi Cucciari - Checco Zalone - Paniate &amp; Santonastaso - Il Gruppetto - Circontact</p>
<p style="text-align: center;">presentano <strong>DEBORA VILLA &amp; ENRICO BERTOLINO</strong><br />
Coordinamento alla produzione Saturno Brioschi</p>
<p>Il ricavato sarà totalmente devoluto all’associazione <em>Vida a Pititinga Onlus</em><br />
Ingresso a offerta libera minima 15 euro prevendita presso i seguenti esercizi:</p>
<ul>
<li>Cantine Settesoli, SS 115, 92013 Menfi (AG), tel. 092577110, <a href="mailto:puntovendita@cantinesettesoli.it">puntovendita@cantinesettesoli.it</a></li>
<li>Enoteca Capricci Divini, Via Inico 148/A 0925 75033 <a href="mailto:info@capriccidivini.it">info@capriccidivini.it</a></li>
<li>Curti Pianoforti, via San Domenico Savio n. 9/11, Marsala. 0923 712698, <a href="mailto:curtimarsala@libero.it">curtimarsala@libero.it</a></li>
<li>Master Dischi, via XX Settembre n. 38, Palermo 091 323151.</li>
</ul>
<p class="akst_link"><a href="http://www.pititinga.org/blog/?p=153&amp;akst_action=share-this"  title="E-mail this, post to del.icio.us, etc." id="akst_link_153" class="akst_share_link">Condividi</a>
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		<title>Spettacolo teatrale &#8216;Bundesliga ‘44&#8242;</title>
		<link>http://www.pititinga.org/blog/2008/06/spettacolo-teatrale-bundesliga-44/</link>
		<comments>http://www.pititinga.org/blog/2008/06/spettacolo-teatrale-bundesliga-44/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 22:58:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>edna</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[ITA]]></category>

		<category><![CDATA[notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato 28 giugno 2008
Alle ore 21.00, presso il Cortile d&#8217;onore di Palazzo Arese Borromeo, si terrà lo spettacolo teatrale &#8220;Bundesliga &#8216;44&#8243; con la regia di Gianfelice Facchetti.
Il testo parla di una partita di calcio tra nazisti ed ebrei nel tragico scenario di un campo di concentramento e questo spettacolo è stato finalista al Premio Ustica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="float: left; margin-left: 10px; margin-right: 10px;" src="http://www.pititinga.org/blog/wp-content/uploads/2008/06/locandinacesano.jpg" alt="" width="270" height="390" /><strong>Sabato 28 giugno 2008</strong></p>
<p>Alle ore 21.00, presso il Cortile d&#8217;onore di Palazzo Arese Borromeo, si terrà lo spettacolo teatrale &#8220;Bundesliga &#8216;44&#8243; con la regia di Gianfelice Facchetti.</p>
<p>Il testo parla di una partita di calcio tra nazisti ed ebrei nel tragico scenario di un campo di concentramento e questo spettacolo è stato finalista al Premio Ustica 2005.</p>
<p>Il ricavato sarà devoluto al progetto intercomunale &#8220;Pro-Gerusalemme&#8221; per la realizzazione di un centro di aggregazione giovanile a Beit Hanina, al confine con Ramallah.</p>
<p><strong>I biglietti sono in prevendita presso:</strong></p>
<ul class="unIndentedList">
<li> Biblioteca Civica &#8220;V. Pappalettera&#8221; - via Borromeo n. 5 - tel. 0362 513496</li>
<li> Ufficio Relazioni con il pubblico - Comune di Cesano Maderno - numero verde 800 338588</li>
<li> Staff del Sindaco - Comune di Cesano Maderno - tel. 0362 513488</li>
<li> Agenzia per il Turismo e la Cultura - via Garibaldi n. 20 - tel. 0362 528241</li>
<li> Ufficio Cultura e turismo - Comune di Cesano Maderno</li>
</ul>
<p><strong>Prevendite </strong>disponibili presso la sede dell&#8217;Inter Club Gallo D&#8217;Oro- via Oriani 46 Seregno - tel:0362242001</p>
<p><strong>Per informazioni:</strong> Ufficio Cultura e turismo - piazza Arese n. 12 - tel. 0362 513428-550 - fax 0362 513446 - E-mail: <a href="mailto:cultura.turismo@comune.cesano-maderno.mi.it">cultura.turismo@comune.cesano-maderno.mi.it</a>.</p>
<p class="akst_link"><a href="http://www.pititinga.org/blog/?p=148&amp;akst_action=share-this"  title="E-mail this, post to del.icio.us, etc." id="akst_link_148" class="akst_share_link">Condividi</a>
</p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Diario di viaggio: il  VICEPRESIDENTE in visita a Pititinga.</title>
		<link>http://www.pititinga.org/blog/2008/05/diario-di-viaggio-il-vicepresidente-in-visita-a-pititinga/</link>
		<comments>http://www.pititinga.org/blog/2008/05/diario-di-viaggio-il-vicepresidente-in-visita-a-pititinga/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 09 May 2008 13:05:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>martina</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[ITA]]></category>

		<category><![CDATA[notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Giovedì 24 aprile 2008
Partito! Destinazione Pititnga!
Sono quasi due anni che non ci torno e la curiosità lievita. Ho voglia di vedere i passi da gigante che ha fatto l’Associazione. L’asilo ormai funziona da un anno, i bimbetti che lo frequentano aumentano a vista d’occhio, il personale che li gestisce anche, e intanto cresce anche il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Giovedì 24 aprile 2008</strong></em><br />
Partito! Destinazione Pititnga!</p>
<p>Sono quasi due anni che non ci torno e la curiosità lievita. Ho voglia di vedere i passi da gigante che ha fatto l’Associazione. L’asilo ormai funziona da un anno, i bimbetti che lo frequentano aumentano a vista d’occhio, il personale che li gestisce anche, e intanto cresce anche il lavoro quotidiano di tutti: di Edna (Dona Edna come la chiamano qui), la Presidente, di Silverio,il tesoriere, quello che maneggia il soldo, quello di cui Bertolino dice che ha dato l’ergastolo al portafoglio nel lontano ’72  nel senso che non esce dalle tasche se non con un provvedimento di grazia, insomma l’allegro settantaduenne che si è girato tutto il Brasile a bordo della sua Toyota Bandeirante del ’94 di cui va orgoglioso almeno quanto di se stesso, Silverio, quello che sostiene che il “sorriso das crianças” (sorriso dei bambini) paga ogni sforzo fatto, quello al quale io dico che non è solo il sorriso das crianças a pagare gli sforzi ma anche le lacrime di Silverio ogni volta che li nomina…Mi fermo e rifletto: certo che anche noi, Vida a Pititinga Italia, siamo cresciuti “di bestia” in questi ultimi due anni, ne abbiamo fatte di iniziative dedicate alla raccolta fondi per questo sperduto villaggio brasiliano. Ovviamente attraverso gli sforzi di tutti noi e di tutti gli amici, del mondo dello spettacolo ma anche di Martina, di Francesca, di Alessandra, di Sciong di Massimo, che ci hanno consentito di poter ipotizzare, dopo la realizzazione del Centro Smemo Educacional,  di far partire altre opere, per esempio  un centro sportivo polifunzionale, in futuro un presidio medico, e ancora, forse, una struttura produttiva che consenta di creare posti lavoro, sia ben chiaro, lungi da noi  l’idea di creare sfruttamento, semplicemente, attraverso la creazione di risorse produttive, il tentativo di dare un’opportunità per un futuro a Pititinga ai “pititinghesi”.</p>
<p>E’ l’ una di notte, dopo un viaggio pesante Malpensa – Bari (perché?) – Natal  arriviamo… Un’oretta di coda per passare l’immigrazione, un’atra per farsi fermare in dogana con una cassa di medicinali che dobbiamo purtroppo lasciare , ripasseremo a ritirarli. Si sale in macchina e dopo un’ora circa arriviamo all’incrocio che dalla litoranea che porta a Nord (Fortaleza), va verso Pititinga, inizia la strada rossa (argilla) sterrata, piena di buche e pozzanghere che sembrano laghi. Intravedo, nonostante il buio, le case che l’Associazione ha costruito ultimamente per i senza tetto o meglio per quelli che un tetto ce lo avevano ma rischiavano di vederselo cadere in testa da un momento all’altro, e già mi emoziono. Vabbè, avendo fatto “il giro dell’orologio” adesso mi merito una sana dormita. Domani mi aspetta una bella giornata “intensa” di aspetti burocratici nella capitale Natal.</p>
<p><em><strong>Venerdi 25 aprile 2008</strong></em></p>
<p>Festa della Liberazione. Beh, a 9000 km di distanza un pochino festeggio anch’io, soprattutto il fatto di essermi “liberato”, almeno per una settimana, di tutti i problemi italiani, compreso il risultato delle ultime politiche… Ma siamo qui per altro… stamattina si va a Natal, un po’ di pratiche burocratiche da svolgere, per l’associazione e non. Attraversando Pititinga, che in tutto sarà lunga si e no un chilometro, ma ci si mette almeno mezz’ora perché Edna (la Presidente) si ferma a salutare tutti, ad un certo punto sento provenire dal nulla una splendida voce che dice:”Dona Edna, meu Amor”, ahi ahi penso tra me e me: vuoi vedere che il mio amico Bertolino (suo compagno) è cornuto? Il dubbio svanisce nel giro di tre secondi, perché non era una voce dal nulla, bensì una voce  di cui non avevo colto la provenienza perché arrivava da circa mezzo metro di altezza: uno splendido bimbetto di nemmeno tre anni che, come tutti i bimbi del villaggio, è già molto riconoscente e vuole molto bene alla Presidente. Le varie tappe di Natal preferisco non  raccontarle, mi limito a dire che la burocrazia è un male comune, ho avuto modo, per quanto poco ho girato nella mia vita, di constatare che tutto il mondo è paese quando si tratta di  perdere tempo inutilmente. Ma tant’è… facciamocene una ragione, in fondo siamo qui in “vacanza”.</p>
<p>Rientrando a Pititinga ci fermiamo a fare un po’ di spesa e approfittiamo dell’occasione per comprare anche qualche “cesta basica” che altro non è che un “kit” di prodotti (riso, olio, farina, sale, fagioli etc) che distribuiremo alle famiglie più bisognose. Sulla strada sterrata, tra un saluto di Edna e un altro, questa volta le vedo bene le case costruite dall’Associazione attraverso il contributo di donatori vari, beh, fa un certo effetto vedere le case di fango abbandonate e quelle in cemento di nuova costruzione, con la targa, che testimonia l’orgoglio di tutti noi, con il logo di Vida a Pititinga, ed è molto bello, potersi sentire fieri di aver contribuito, in qualche modo, poco importa come, a far si che questa gente possa passare ‘a nuttata senza la preoccupazione di vedersi crollare tutto addosso… All’ennesimo saluto Edna scende dalla macchina e, su invito della persona che ci ha fermato, facciamo un sopralluogo nella sua casa (modello fango), ci basta poco per decidere che loro saranno i prossimi ad essere aiutati: grazie alla donazione di una cara amica, saranno i destinatari della prossima casa in cemento.</p>
<p>Abbiamo fatto le cinque di pomeriggio, ci rilassiamo, si cena presto da queste parti, il sole cala prima delle sei. Siamo vicini all’equatore. Giornata intensa, come sempre lo sono da queste parti. Domani alle 9 ci aspetta una riunione con i genitori dei bimbetti dell’asilo nido e con una Pedagoga, arriva da Natal ed è colei che organizza le attività didattiche e forma il personale locale che presta servizio all’asilo stesso.</p>
<p>Ci sia addormenta cullati dal rumore delle onde dell’oceano atlantico che è circa a 20 metri dalla finestra… Boa Noite!</p>
<p><em><strong>Sabato 26 Aprile 2008</strong></em></p>
<p>Come sempre sveglia di buon’ora se si considera che in fondo siamo in “vacanza”. Colazione a base di frutta tropicale: mango, papaia, agua di coco, sugo di maracujà e sano caffè italiano. Di corsa all’associazione perché inizia la riunione con i genitori, anche se sarebbe più appropriato dire “le genitrici”. Dei papà nemmeno l’ombra, la figura maschile, da queste parti, ha un  ruolo ben definito, nel senso che sicuramente alle attività didattiche dei figli non partecipa. Se penso ormai come i papà, da noi, e lo dico per esperienza personale, sono coinvolti non dico come le mamme ma quasi, mi fa veramente strano constatare che qui è compito esclusivo delle donne preoccuparsi di questi aspetti. Beh, a parte questa dovuta considerazione, per quello che posso capire di portoghese, molto poco, posso garantire che rimango sorpreso del coinvolgimento sia delle mamme sia del personale docente, noto un impegno un’attenzione ed una scrupolosità che, guardandomi intorno, faccio fatica a collocare in questo ambiente. Credo che questo sia un altro grande successo dell’associazione.<br />
Terminata la riunione si va a pranzo in laguna, da queste parti ce ne sono tantissime, così come non mancano le dune di sabbia, entrambe sono una caratteristica di questa zona. Dopo una sana grigliata di carne a base di chorizo, frango e picanha, si torna a Pititinga, questo pomeriggio alle cinque c’è una festa all’associazione. Dona Edna mi dice che non ha voluto mettere becco nell’organizzazione, ha lasciato fare a “loro”. Vi lascio immaginare l’emozione che ho potuto provare quando mi sono reso conto che la festa era dedicata a me e Francesca (mia moglie) e ho visto entrare venti nanetti di meno di due anni con un cartello tra le mani con scritto “sejam bem vindos Brio e Francesca”. Questa volta o sorriso das crianças ha colpito anche me, e ci è scappata più di una lacrima. Capoerira, canti e balli, chiusura con torta rigorosamente con marchio dell’Inter, un po’ in segno di ringraziamento a tutti gli interisti sostenitori (e sono tanti) un po’ anche perchè qui, non dimentichiamolo, è attivo uno dei tanti inter campus.<br />
Insomma altra giornata con il pieno di emozioni. Dopo una cena “frugale” un po’ per colpa del fuso, un po’ perché le giornate sono davvero intense, non mi resta che farmi cullare dalle onde dell’oceano e dare appuntamento a domani. Boa noite!</p>
<p><em><strong>Domenica 27 aprile 2008</strong></em></p>
<p>Sveglia di buon’ora, anche se è festa, ci aspetta una gita a Catolè, un piccolo paradiso terrestre, la sorgente di un fiume il rio Punaù, che poi si getta in oceano a qualche chilometro da Pititinga. 30 chilometri circa di corso d’acqua cristallina ricca di pesce. La sorgente appunto è collocata in una vallata verdissima, ricca di bananeti e piantagioni di mango. Sento montare lo spirito da “avventuriero” e mi verrebbe voglia, assistito dal casero (il custode di Catolè) di farmi un giro in mezzo a tanta vegetazione, ma purtroppo la pioggia, inclemente, non ce lo permette. Dopo aver lasciato la “cesta basica” al custode e a sua moglie, ce ne torniamo a Pititinga. È primo pomeriggio e passando per il paese, ho un’altra buonissima occasione per farmi prendere dal morbo del “sorriso das crianças”: non salutano solo Edna, una bimbetta saluta anche me:  “Ciao Briu”! Nessuno mi ha mai riservato  un’accoglienza così emozionante… Ci fermiamo a casa di Silverio, il tesoriere, a bere un caffè lavazza fatto con le cialde. Mi sento un po’ in colpa, è buonissimo rispetto alle ciofeche che si bevono da queste parti, solo che costa uno sproposito: l’equivalente di 2 euro, per intenderci, con una somma così qui ci mangiano per un giorno 4 persone.<br />
Il caffè ci viene interrotto  da una voce: “Dona Edna Dona Edna!”, è una signora, arrivata da una delle case costruite dall’associazione, che lamenta il fatto che a una  delle sue bimbe (Lucia, 2 anni) è caduta una pesante porta su una gamba e ora piange in continuazione. Si corre subito là. Entriamo in casa e oltre a questa bimbetta dolorante, ci troviamo con altri 5 bimbi in “scala” dai 6 agli zero anni.  Lei , la mamma, 28 anni, è sola, senza reddito perché il marito se n’è andato, sembra con un’altra… Francesca ed io, a differenza di Edna che ci è ormai abituata, oltre a notare lo stato di assoluta povertà  in cui sono costretti a vivere, non possiamo fare a meno di considerare che tale e tanto è il lavoro da fare, sia a livello pratico (costruzione di abitazioni degne di poter essere chiamate tali) sia per ciò che riguarda il “sociale” (questa donna abbandonata senza alcun reddito – ovviamente abbiamo lasciato a lei una cesta basica dedicata ad altri perché avrebbero seriamente rischiato di non mangiare chissà sino a quando) che un pochino ci spaventiamo. Ma la vita continua… dopo aver deciso di rinviare l’eventuale visita di Lucia presso un ospedale all’indomani, rientriamo alla base. Anche oggi, domenica, giornata intensa. Non ho ancora fatto in tempo a passare mezz’oretta in spiaggia, ma chissenefrega, sono contento così! L’oceano fa il suo mestiere, e cullato dall’ormai familiare rumore delle sue onde mi addormento come una “criança”. Boa Noite!</p>
<p><strong><em>Lunedì 28 aprile 2008</em></strong></p>
<p>Come al solito sveglia di buon mattino (5 e mezza), ricca colazione e partenza per Natal, anche oggi abbiamo da sbrigare un po’ di faccende “burocratiche” e, della serie “ tutto il mondo è paese ma non c’è limite al peggio” mi faccio ben 5 ore di coda per un documento utile all’associazione, meno male che insieme a me c’è il fido Silverio che mi intrattiene con le sue storie di vita vissuta brasileira: mi racconta dei suoi viaggi con la mitica toyota pick up bandeirantes del ’94. con quella ha percorso tutti gli 8000 km di coste brasiliane e sostiene di conoscerli tutti a menadito! Pensate che una volta, quando ancora lavorava al Banco do Brasil come funzionario (non è un caso che lo abbiamo messo a fare il Tesoreiro) mentre era in viaggio con un Piper (un piccolo aereo) insieme ad un membro del governo, il velivolo è precipitato in piena foresta amazzonica. Ancora oggi è grato, oltre che a “deus” anche al personaggio che viaggiava con lui, perché li hanno recuperati tutti sani e salvi, ma le ricerche, come si può immaginare, sono scattate con una tempestività e una meticolosità esagerate, per il fatto che a bordo c’era non certo Silverio, bensì un personaggio importante. Beh, le cinque ore di coda sono passate in fretta grazie anche ai racconti di vita di quest’uomo. Fieri del nostro documento ce ne usciamo dall’ufficio e ce ne andiamo a pranzo. Nel pomeriggio abbiamo un appuntamento con un ‘impresa edile candidata a realizzare alcuni nuovi progetti a pititinga.</p>
<p>Vista anche l’impresa edile ce ne torniamo, sotto una pioggia che non ho mai visto in vita mia, verso il villaggio, dove arriviamo alle 8 e mezza di sera grazie al consueto traffico per uscire dalla capitale. Per fare 65 km due ore e mezza!!!. Stravolti, arrivati a casa, una sana doccia, una bella cenetta e poi tutti a nanna, domattina ancora in giro per uffici!!! Questa volta a Ceara Mirim un po’ più vicino e, fortunatamente senza traffico! Se non ci fosse il rumore dell’oceano, forse, nonostante la stanchezza farei fatica ad addormentarmi… Boa Noite!</p>
<p><em><strong>Martedì 29 aprile 2008</strong></em></p>
<p>Beh, questa mattina ci siamo concessi un po’di sonno in più, sveglia alle 7, i manghi e le papaie in tavola nono mancano, e nemmeno un bel “bolo” (torta) saggiamente preparato dalla “Nanda”, il nostro angelo della casa, se non ci fosse bisognerebbe inventarla. La presidente (Edna) mi richiama all’ordine, questa mattina, oltre al disbrigo delle consuete pratiche, abbiamo anche da passare all’associazione, ah, dimenticavo, la sede si chiama “CENTRO SMEMO EDUCACIONAL” e le stanze riportano i nomi di tutte le persone (fisiche o giuridiche) che hanno contribuito alla realizzazione del centro. C’è anche una stanza “Smemoranda” e un ‘altra dedicata a MARTINA BARONCINI, una ragazza di 24 anni che due mesi fa insieme a sua mamma aveva deciso di fare qualcosa per la nostra associazione ma che purtroppo non abbiamo avuto la fortuna di conoscere perché qualche giorno dopo aver preso la decisione di aiutare Vida a Pititinga è tragicamente scomparsa in un incidente stradale. Abbiamo però conosciuto i genitori il fratello la zia e il fidanzato che sono diventati grandi sostenitori dell’associazione e a cui vogliamo molto bene. Presto verranno qui a vedere cosa abbiamo messo in piedi, grazie anche alla loro Martina!</p>
<p>Con un paio di telefonate ci accertiamo che Lucia, la bimbetta a cui è caduta la porta addosso, sia stata portata in ospedale per accertamenti. Riceviamo conferma in tal senso, tutto ok, è ancora sofferente ma, fortunatamente niente di rotto!</p>
<p>Sotto un sole cocente (fortunatamente ha smesso di piovere) tra una pozzanghera e l’altra ci dirigiamo verso il centro. Come sempre, quando vedo i bimbetti intenti nelle loro attività educative e le loro maestre all’opera, mi si riempie il cuore di gioia. Giocano, con il lego, costruiscono e corrono a farci vedere di cosa sono capaci. Sarà una mia impressione ma prima che fosse operativo il centro, ho un ricordo di bimbi più tristi. I piccoletti invece, quelli dell’altra classe, stanno andando a fare la nanna pomeridiana ed è commovente vedere le educatrici che si prodigano per farli addormentare, tutti insieme, ciascuno con i propri tempi, sullo stesso enorme lettone. Saranno almeno una ventina. Ma quanto sono belli! Vi risparmio la descrizione del pomeriggio a Ceara Mirim, assolutamente nulla di interessante, se non il paesaggio per arrivarci: verde, lagune e strade deserte, ogni tanto qualche mucca e qualche asino in mezzo alla strada, rendono meno monotono il viaggio.</p>
<p>Rientro, aperitivo, cena e come sempre, aiutato dal ritmo costante delle onde dell’Atlantico, prendo sonno… nonostante Alemanno… Boa Noite!</p>
<p><strong><em>Mercoledì 30 aprile 2008<br />
</em></strong><br />
Sveglia alle 7, la Nanda ha già imbandito la tavola a dovere, accidenti è l’ultimo giorno buono, ce la farò a farmi un bagno? Sino ad ora non ho messo piede nell’oceano. La presidente è già operativa, lascio Francesca a godersela in spiaggia e vado in associazione. Il frastuono delle “crianças” mi accoglie. Con Edna e Silverio ci dedichiamo al consulto della posta elettronica e altre attività da ufficio. Terminati i compiti vado a trovare i bimbetti in classe, è sempre rigenerante passare un po’ di tempo con loro. Arriva l’ora di pranzo, le tavole sono imbandite. Per ciò che riguarda la pulizia e l’igiene devo dire che siamo finiti in ottime mani. Tutto è curato nei minimi particolari, sia i bimbi sia tutto ciò che sta loro intorno. Nel pomeriggio si torna a Natal, abbiamo da svolgere alcune commissioni presso magazzini che vendono materiali per costruzione…. I progetti…. Non finiscono mai…! Approfittiamo per dedicarci ad un po’ di shopping ( i soliti regalini da portare in Italia) e per cenare a Ponta Negra, la “spiaggia” di Natal, il polo turistico per eccellenza della capitale del Rio Grande do Norte! Mi “ammazzo” di gamberi cucinati in tutte le salse… abbiamo fatto quasi le 10 di sera, ci aspettano ancora 65 km di BR101 che a quest’ora di sera possono riservare sorprese (bestie, anche “voluminose” in mezzo alla carreggiata) per cui ci alziamo da tavola e rientriamo alla base. E’ mezzanotte, stanco, ma felice come dopo tutte le giornate trascorse qui, grazie all’aiuto musicale dell’oceano, saluto tutti e mi addormento. Boa Noite!</p>
<p><em><strong>Giovedì 1 maggio 2008<br />
</strong></em><br />
La Nanda non ha santificato la festa dei lavoratori, infatti alle 7 precise la tavola è pronta per la colazione… Per il pranzo però la libero e cucino io: un bel dentice al forno e polipo in insalata. Abbiamo ospiti: la prima è la Nanda,  viene Silverio con la sua compagna: Coca, altro invitato è Leandro, un simpaticissimo 17enne, che qualche tempo fa ha avuto il problema di dover rendere manifesto (in una comunità di pescatori di 1800 anime) il fatto di essere omosessuale. Ci racconta che non è stato facile, soprattutto i suoi genitori hanno fatto molta fatica ad accettare. Comunque la cosa che abbiamo modo di constatare è che, indipendentemente da ciò, ha “una marcia in più”, e semmai decidesse di crescere qui a Pititinga (lo dubito) potrebbe essere molto utile all’associazione. Beh, ho finito di cucinare, vado a fare il primo bagno! Mi concedo un oretta di spiaggia ma poi non posso fare a meno di andare a salutare “crianças” e personale docente e non. Li rivedrò in agosto. Ripasso al centro, abbraccio tutti e vado a gustarmi le mie opere culinarie… Dopo pranzo si parte. ‘Stavolta per l’aeroporto, ahimè! E dopo la solita estenuante attesa ci si imbarca, dopo nove ore siamo a Bari, un ora e mezza di sosta e poi via verso Malpensa. Atterriamo alle 14,30 di venerdi 2 maggio. Dove sono? Come mi chiamo? Tutto mi risulta terribilmente difficile, vuoi per il fuso, vuoi per il rimbambimento, vuoi perché ho ancora il sorriso das crianças negli occhi e nel cuore. Come si fa ad addormentarsi questa sera senza il rumore dell’oceano, e il risveglio di domattina, senza la tavola della Nanda??? Vabbè Arrivederci Pititinga, a presto, in agosto…. <em><strong>Fine</strong></em></p>
<p>Foto:</p>
<p><a href="http://www.pititinga.org/blog/wp-content/uploads/2008/05/pititingaapr08-014.jpg"><br />
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<p></a></p>
<p style="center;"><em><strong><br />
</strong></em></p>
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		<title>Haworth Castelli e NABAFuturarium-Evento 18 aprile 2008</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Mar 2008 11:10:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>martina</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[ITA]]></category>

		<category><![CDATA[notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Il progetto nasce dalla collaborazione  tra NABA – Nuova Accademia di Belle Arti Milano - e  l’azienda Haworth Castelli, al fine di organizzare un laboratorio per rivisitare trenta “PLIA”, la celebre sedia pieghevole che ha affascinato da sempre gli appassionati di design. Le &#8220;Plia&#8221; realizzate verranno poi messe all&#8217;asta ed il  ricavato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font face="Arial"><em>Il progetto nasce dalla collaborazione  tra <strong>NABA – Nuova Accademia di Belle Arti Milano</strong> - e  l’azienda <strong>Haworth Castelli</strong>, al fine di organizzare un laboratorio per rivisitare trenta <strong>“PLIA”</strong>, la celebre sedia pieghevole che ha affascinato da sempre gli appassionati di design. Le &#8220;Plia&#8221; realizzate verranno poi messe all&#8217;asta ed il  ricavato sarà devoluto a favore dell’Associazione Vida a Pititinga Onlus.</em></font></p>
<p><font face="Arial">E’ più interessante progettare una sedia diversa per ciascuna persona piuttosto che una sedia uguale per il mondo intero. Solo così è possibile fare dei progetti diciamo molto personali perché in questo caso, e solo in questo caso, siamo obbligati a capire  chi abbiamo davanti: quali sono le sue abitudini, i suoi pensieri, le sue paure, i suoi sogni, insomma la sua psicologia… Purtroppo questo nostro “uni-verso” ha dissolto in sè ogni “di-verso”, ogni pluralità, ogni differenza, ogni ambivalenza di cui un tempo si nutriva il linguaggio primitivo e oggi il linguaggio psicologico. Preferisco il mondo dei sogni perché è irrispettoso dei due principi, così come lo è il mondo dell’infanzia e il mondo della follia, dove qualcosa è sì se stesso, ma anche altro, e dove le cose non sempre si conseguono, ma talvolta accadono insieme. Dico che tutte queste cose ci obbligherebbero a ragionare progettualmente in maniera diversa e laterale dal legno, bulloni, plastica….ma la Plia, stranamente, ha in sé questa possibilità doppia: è nata come sedia destinata al mondo intero sempre uguale a se stessa e adesso ridiventa, ripeto stranamente, una sedia diversa per ciascuna persona…è un oggetto che vive due volte! È sicuramente un oggetto NABAFuturarium! <strong>(Alessandro Guerriero – Presidente NABA)</strong><em> </em></font></p>
<p><font face="Arial"><em> </em>Il simbolo di una nuova era incentrata sulla materia plastica: ecco come venne accolta Plia nel 1967 quando fu presentata alla Fiera del Mobile di Milano. Con Plia il designer Giancarlo Piretti ha riproposto il concetto di sedia pieghevole ed il suo studio sul &#8220;perno a 3 dischi&#8221; viene considerato un colpo di genio. La combinazione di telaio in acciaio e polipropilene ha spianato la strada alla sedia che è diventata oggetto di culto. La sedia rappresenta la realizzazione del &#8220;design democratico&#8221; ed è esposta al settore design del MoMa di New York. Oggi questo oggetto di design è pronto a rivivere, grazie ai giovani artisti di NABA che lavoreranno alla rivisitazione di 30 sedie.  NABA ha indetto un concorso fra i suoi studenti i quali dovranno presentare i bozzetti con la loro idea di rivisitazione della Plia. </font></p>
<p><font face="Arial">Tra tutte le proposte che perverranno solo trenta saranno destinati ad essere realizzati. Il progetto culminerà durante il Salone del Mobile, quando Haworth Castelli esporrà le Plia rivisitate nello show-room di Piazza Castello a Milano.  Le 30 “Plia N.F.” diventeranno una sorta di mostra itinerante e verranno esposte negli show-room Haworth Castelli di tutta Italia. Ad ogni tappa verranno invitati artisti, designers, stilisti etc. che parteciperanno attivamente ai vernissage proposti nelle diverse location, attraverso incontri con il pubblico e la stampa. </font></p>
<p><font face="Arial">Tappa finale del tour sarà una grande mostra evento presso il campus NABA, in via Darwin a Milano. In quest’occasione oltre alle sedie saranno esposti anche tutti i bozzetti che hanno partecipato al concorso. La manifestazione si concluderà con un’asta in cui le  “Plia N.F.” saranno vendute a scopo benefico. Il ricavato dell’asta sarà devoluto a favore dell’Associazione Vida a Pititinga Onlus, progetto di solidarietà per bambini e famiglie della comunità di Pititinga nel Nordest del Brasile.</font></p>
<p><strong>18 aprile 2008, show-room Haworth Castelli, Piazza Castello 15, Milano </strong></p>
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		<title>A distanza di un anno&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Oct 2007 11:33:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mauro.fioravanzi</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[ITA]]></category>

		<category><![CDATA[notizie]]></category>

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